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venerdì 12 febbraio 2010
Se n'è andato Manzana, un grande della dama

Eh sì, ci ha lasciati, dopo un breve periodo di malattia, incurabile purtroppo.
Con Giuseppe Manzana se ne va quello che più di tutti ha scritto la storia della dama in Trentino.
Classe 1936, nato e vissuto a Mori dove ha diretto per anni il negozio della Famiglia Cooperativa (un altro nome per quella che oggi conosciamo come Coop), si appassionò al gioco sin dai primi anni '70. Nel '73 divenne presidente del Circolo Damistico Moriano (oggi ASD Dama Mori) per rimanervi alla guida per quasi un trentennio, quasi ininterrottamente.
Entusiasmo, dedizione, intelligenza. Queste le doti di una persona di grande rettezza morale e notevoli qualità umane.
Un ottimo giocatore ad entrambi i sistemi di dama, nonostante non si dedicasse molto allo studio teorico. Grande divulgatore, grazie a lui centinaia di persone a Mori (e non sono poche in un paese che ne conta in tutto 9 mila), moltissimi giovani, hanno partecipato a corsi o gare di dama. Molti altri sono andati anche oltre, vincendo campionati italiani, rappresentando l'Italia all'estero, e dietro, quasi sempre, c'era lui, con la sua carica e la sua energia.
Un trascinatore ma anche un leader carismatico con straordinarie doti organizzative. Non si contano le gare da lui organizzate, ad ogni livello. Spiccano tra tutte il Campionato del mondo juniores del 1987 e le Olimpiadi del 1992, una sorta di campionato mondiale a squadre, che proiettarono il paese di Mori nel gotha del damismo mondiale. Sua l'organizzazione di gran parte delle 35 edizioni della Coppa Città di Mori, gara internazionale rinomata nel panorama damistico.
Lascia la moglie e 5 figli, che lo sapevano supportare nelle sue tante esperienze damistiche. I 4 figli maschi sono stati tutti dei buoni damisti, uno dei quali, Moreno, è riuscito pure nell'impresa di vincere il titolo italiano assoluto nel 1989, ottenendo altre buone prestazioni in campo internazionale.
Giuseppe era una persona che sapeva eccellere in qualunque ambito si cimentasse, così, mentre vinceva le gare di dama, grazie al suo fisico magro ed atletico allo stesso tempo, si cimentava pure come cicloamatore esprimendo le sue buone doti di scalatore e riuscendo anche lì a primeggiare.
Il suo eclettismo lo portava anche ad essere un buon contadino che sapeva ben coltivare i suoi cari appezzamenti d'uva e da cui ricavava vini prelibati.
In giovane età, poco dopo i vent'anni, fu pure consigliere comunale a Mori nelle file della DC.
Ciao Giuseppe, ti ricorderemo con affetto.

Qualche foto dall'album dei ricordi

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